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CENNI STORICI

La più antica testimonianza sull’uso delle mandorle per l’alimentazione si trova nel Vecchio Testamento (Gen 43,11): il patriarca ISRAELE ordinò ai suoi figli di portare a Giuseppe, in Egitto, un regale costituito da prodotti tipici della Palestina nel quale erano presenti anche le mandorle. Nei testi di TEOFRASTO e DIOSCORIDE ricorrono numerose citazioni sulle mandorle. In un relitto di una nave naufragata vicino all’isola di Majorca, circa quattro secoli avanti Cristo, sono state trovate tre mandorle intatte e alcuni frammenti di mallo; queste mandorle risultano molto simili a quelle della cultivar “Pou”, ancora diffusa nell’isola di Majorca.

Gli altri resti della nave non consentono di stabilire con certezzala zona di provenienza delle mandorle; ma alcuni di questi indicano la Sicilia, un importante centro commerciale a quel tempo, dove ancora oggi il mandorlo è diffusamente coltivato. Altri reperti, comunque, indicano le regioni che si affacciano nel Mediterraneo.

In linea di massima, è possibile stabilire che la zona di produzione del mandorlo era quella di influenza Fenicia o Cartaginese. Anche le proprietà farmacologiche del suo olio sono note fin dai tempi antichi: Ippocrate nel V secolo A.C. e Plinio nel I secolo D.C. ne descrissero gli usi terapeutici. Dalle mandorle amare i Romani preparavano un unguento che veniva utilizzato per proteggere i cani dalle punture degli insetti. Verso la metà del secondo secolo CATONE citò l’Avellanae grecae ovvero le nostre mandorle. Nell’anno 20 D.C. i resti di una nave naufragata intorno al 42-48 A.C. testimoniarono la presenza di mandorle. COLUMELLA le chiamò Nuces Grecae.

Nella stessa epoca SCRIBONIUS LARGUS, medico di Roma, chiamò le mandorle amare Amigdali amari. Nel 716 le mandorle vennero citate da autori Epicei in una carta promulgata da CHILPERIC II, re di Francia, nel monastero di Corbie. Nell’anno 812 CARLO MAGNO ordinò di introdurre le piante di mandorlo (Amandulari) nei campi imperiali. Verso la fine del medio evo la coltivazione del mandorlo fu introdotta nel palatino (nord della Francia). Verso la metà del 14° secolo MARINO SANUTO diede testimonianza che le mandorle rappresentavano una importante merce di scambio tra Venezia e Alessandria. La produzione delle mandorle nell’arcipelago greco, allora sotto il dominio dei cristiani, era notevole. Nel medio evo il consumo di mandorle era enorme. Nel 1372 in un inventario di Jeanne d’Ivrea, regina di Francia, vennero registrate ben 500 libre di mandorle rispetto alle 20 libre di zucchero. In un libro di cucina di re RICCARDO (1930) le mandorle vengono raccomandate sotto forma di numerose ricette. Nel 1421 i templari a Cipro prelevavano prodotti a base di mandorle. Documenti del 1407 danno testimonianza sulla produzione di marzapane nella città di Lubecca.

La preparazione di questo importante prodotto a base di mandorle, a cui venne dato il nome di Marci Panis, ovvero Pane di San Marco, veniva affidata ai farmacisti. Nel 1542 BOORDE menzionò il latte e il burro di mandorle, alimenti alternativi alla carne durante la quaresima.